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mercoledì 26 marzo 2014

La samaritana è la prima missionaria del Vangelo.



“ Venite , vedete un uomo che mi ha rivelato tutto quanto ho fatto. Che non sia questi il Cristo?


Domenica terza di quaresima, 23 marzo 2014



Dal vangelo secondo Giovanni Gv 4, 5-15.19b-26.39a.40-42

In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».
Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua. Vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare».

Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità».
Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
Molti Samaritani di quella città credettero in lui. E quando giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

Parola del Signore!

Enzo: Per la riflessione di questo brano mi soffermerò a commentare il cammino di fede della samaritana: trattasi di una conversione, e trovandoci in un periodo di preparazione alla Pasqua, è molto appropriato  per un nostro confronto con la Parola: la nostra è una fede matura? Adoriamo Dio in spirito e verità?



Nel Vangelo Gesù ha fatto molti incontri che hanno cambiato la vita a molte persone: ricordiamo i tanti miracoli che attraverso l’incontro della fede in Gesù hanno stravolto la vita dei miracolati, lebbrosi, zoppi, ciechi… o uomini e donne peccatori come Matteo, l’adultera, la Maddalena, Zaccheo…

Ma c’è un incontro di Gesù, vicino ad un pozzo, luogo di incontro di persone che semplicemente si recavano lì per attingere acqua e spesso facevano anche due chiacchiere.

 La semplice richiesta di un po’ di acqua genera una discussione che causa un profondo e salutare coinvolgimento e contemporaneamente un cambiamento di vita, uno sconvolgimento vero e proprio. Pertanto Gesù incontra la samaritana in un luogo del quotidiano, non strettamente religioso anche se l’incontro presso un pozzo si concludeva spesso con un matrimonio, scena tipica che ricorre spesso nella Bibbia..



Non sappiamo se questo brano fa parte delle parabole di Gesù, riportato poi da Giovanni come veramente accaduto per dare più risalto teologico alla manifestazione messianica di Gesù e al rapporto che l’uomo deve avere con Dio.



Nell’incontro con Gesù la samaritana preferisce mantenere il discorso su luoghi comuni, fa finta di non capire, non vuole impegnarsi in discorsi troppo seri. Ma un po’ alla volta Gesù le fa intuire che l’acqua che Lui, Gesù, ha da offrirle può davvero dissetarla per sempre. Gesù si manifesta un po’ alla volta, non imbottisce di parole quella donna, vuole arrivare al suo cuore.



Questo incontro della Samaritana con Gesù è un incontro speciale dove assistiamo ad una conversione particolare, veramente nuova, forse unica nei vangeli, un cammino di fede guidato da Gesù stesso, ma assecondato da una donna prima e poi da altri, i suoi connazionali. Questa samaritana infine si rivela così a Gesù, non cerca più di nascondere gelosamente i suoi secreti: si arrende a Gesù di fronte all’evidenza delle parole del Maestro. La sua fede non sarà alla fine imperfetta come quella dei Giudei basata sulla vista dei segni, guarigioni e miracoli, o come quella di Nicodemo pronto a riconoscere in Gesù un inviato di Dio ma incapace di aderire alla fede totale in Lui.



La samaritana vede per primo in Gesù un giudeo, un nemico che osa chiedere a lei da bere; successivamente gli domanda se si credeva più grande di Giacobbe, chiamando Gesù Signore; poi lo chiama profeta perché le ha svelato la sua vita privata; infine Gesù stesso le dichiara di essere il Cristo. Successivamente dalla bocca dei samaritani giunge il riconoscimento di Gesù come Salvatore del mondo. Bel cammino!



La fede passa attraverso la conoscenza reciproca, togliendo eventuali pregiudizi,la samaritana riconosce la sua vita privata non corretta, Gesù le dimostra di avere una conoscenza soprannaturale e questo induce la donna a riconoscerlo come profeta e infine come Messia dopo la dichiarazione di Gesù: “ Sono io che ti parlo”. Come diventa importante la Parola, ascoltata e interiorizzata!



La samaritana al culmine dell’incontro è profondamente sconvolta, capisce l’annuncio di Gesù, il dono di Dio, felice del dono ricevuto, arriva al termine della sua esperienza spirituale. Ha seguito Gesù quando le ha annunciato il dono dello Spirito, quando le ha rivelato la sua verità interiore, quando ha chiarito il suo rapporto con la religione. Vede in Gesù il rivelatore in un tempo nuovo, il Messia,e così aderisce ad una persona, perché fede è fiducia, adesione a Gesù.



Ma la fede in Gesù non può rimanere nascosta: la samaritana lascia la brocca vicino al pozzo e corre ad annunciare a tutti quello che le era successo, di avere incontrato Gesù: “Non sarà forse il messia?,dirà, stuzzicando la curiosità dei suoi paesani. Ed è anche brava nell’annuncio.

. Rimane così come esempio di vero seguace di Gesù: ha conosciuto, si è confidata, ha creduto, ha dato fiducia, e ha annunciato e  testimoniato  la propria conversione. La samaritana è la prima missionaria del Vangelo.



Spesso mi viene da pensare a quanto siamo inefficaci noi con le nostre catechesi con i nostri incontri, con le nostre parole.

Forse perché noi stessi non abbiamo ancora incontrato Gesù. Lo cerchiamo, ne parliamo ma in realtà non lo conosciamo, almeno non con una conoscenza intima che solo Lui può svelarci, e successivamente, lasciando da parte noi stessi annunciare soltanto Lui, come la samaritana, perché soltanto la Parola comunica la Verità e suscita una fede autentica che porta alla salvezza. Se ogni cristiano annunciasse veramente Gesù, chi ci ascolta capirebbe subito la Meta, e come i samaritani  crederebbero per aver sentito vibrare nella loro mente e nel loro cuore il Salvatore del mondo.



Risulteremo efficaci e credibili esclusivamente se la nostra testimonianza sarà efficace e credibile in virtù di un nostro reale incontro con Gesù.

Cosa dicono a noi queste parole di Gesù alla Samaritana: “Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo. Ma viene l'ora - ed è questa - in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità.".


Giuseppe: non presente per impegni ci invia questo pensiero

Oggi, mi riposo, ma non sono assente. Mi ritrovo nella samaritana, in quel bisogno di acqua viva. Mi ritrovo così:



Semplicità,

pulizia dell’anima,

cammino solitario

alla scoperta di Dio.



Posso farlo Signore,

fratello mio?

Mi farai da compagno

nello sconosciuto e strano cammino?



Starei più tranquillo,con Te.





Mariella: Gesù lo riconosciamo come uomo libero, giudeo fra samaritani, abbatte barriere e non fa distinzioni, non emargina, non divide, il suo agire è rivolto a salvare i “lontani” Egli è venuto per i malati, per i disperati, per gli indemoniati, gli sfiduciati, fa nascere un dialogo là dove sembrava impossibile comunicare.

Egli tende la mano ai peccatori, a quanti non lo riconoscono come figlio dell'uomo, supera pregiudizi ed ostilità. E' l'uomo del dialogo, della pace, dell'umiltà, della riconciliazione, dell'amore vero.


L'incontro con questa samaritana cambia la sua vita, non la giudica, non la umilia, non la contraddice, non decide il suo futuro, le chiede solo da bere, le fa capire che la sete vera è un'altra cosa da quella che lei finora ha saziato con l'acqua della sorgente.


Questa richiesta di acqua da parte di Gesù è una provocazione. Nel colloquio che segue, Gesù parte dalle necessità materiali ed arriva diretto al cuore della donna. La donna ha sete di verità, di salvezza, di Dio.

Gesù lo sa e le parla fino a destare questa "sete" e a soddisfare il suo bisogno di fede. Il suo problema è che, nonostante i molti amanti, la sua vita è tutta un deserto e il cuore è assetato d'amore!

La vita di ciascuno di noi infatti è tutta un vagare da un pozzo all'altro e spesso ci si illude di spegnere la sete d'infinito con mille sorsi di un'acqua che aumentano ancor più l'insoddisfazione di una vita senza senso e senza meta


E' un po' la storia dei giorni nostri, si corre tanto per guadagnare sempre di più e godere più che si può. Il risultato è insoddisfazione e depressione.


Diceva Giovanni Paolo II ai giovani: "È lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate, è lui la bellezza che vi attrae, è lui che vi provoca quella sete di radicalità che non ci permette di adattarci al compromesso. È lui che suscita in noi il rifiuto di lasciarci inghiottire dalla mediocrità".


Questa è la vera salvezza: è come un'acqua pura che disseta ogni arsura e permette di diventare a nostra volta acqua capace di dissetare la sete di verità, di libertà e di amore di tanta gente che incontriamo

La samaritana si rende perfettamente conto che ormai la sua vita non potrà più essere quella di prima ed è pronta a diventare lei stessa portatrice di questo annuncio di salvezza, questo sia anche il nostro cammino quaresimale!


                                                
 Pubblichiamo qui di seguito un commento pervenutoci da un'amica di Mariella. Contemporaneamente vuole essere un invito a collaborare, per chi lo volesse, ad inviarci vostri commenti: Saranno pubblicati per arricchirci a vicenda. Grazie"

III  di QUARESIMA  Giovanni 4, 5-42       23 marzo 2014

È la domenica della samaritana, dell’acqua, della sete di Dio e della sete dell’uomo, che nessuna fra le cose create potrà mai appagare.

Iniziamo la liturgia con il segno dell’acqua che è memoria delle nostre origini, immagine di Dio che fa nascere, rende fecondi, purifica. Con quest’acqua scende su di noi l’energia di Dio come nascita, come quotidiana freschezza sorgiva, che lava via gli angoli oscuri del cuore.



Gesù, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo di Sicar.

Giunge una donna samaritana ad attingere acqua.

È una donna senza nome, che assomiglia a tutti noi.

È la sposa che se n’è andata dietro ad altri amori, e che Dio, lo sposo, vuole riconquistare.

Non con minacce o rimproveri, ma con l’offerta di un più grande amore.

Non correva buon sangue tra Giudei e Samaritani.

Ma Gesù, indifferente a tutti i conflitti di razza, sesso, religione, apre chiusure, infrange steccati, fa nascere dialoghi là dove sembrava impossibile.

Gesù è maestro nell’arte di creare comunione.

Qui mostra come nasce il dialogo vero: soltanto se ti disarmi, se ti esponi con il tuo bisogno, come fa Gesù: “dammi da bere”, con l’umiltà di un povero che tende la mano, di chi crede che può ricevere molto dall’altro, da ogni uomo.

Dammi da bere. Dio ha sete, ma non di acqua. Dice un padre della chiesa con una espressione luminosa: Deus sitit sitiri, Dio ha sete della nostra sete, ha desiderio del nostro desiderio.

Lo sposo ha sete di essere amato.

Il santo chiede aiuto ad una donna dalla vita non esemplare, accidentata; chiede acqua a una che è piena di sete, che con tanti amanti è rimasta nel deserto dell’amore. Deve esserci per forza qualcosa di molto importante in questo racconto in cui tutto è sorprendente.

La sorpresa maggiore: Se tu conoscessi il dono di Dio... che è per te.

La sorpresa è in questo termine dono.

Dio non chiede, dona. Non esige, offre.

Una sorgente intera in cambio di un sorso d’acqua.

Gesù, maestro dei maestri, ci insegna che c'è un mezzo, uno soltanto, per raggiungere il cuore profondo di ciascuno.

Non il rimprovero o l'accusa, ma un dono, far gustare un di più di bellezza, un di più di vita, come fa Gesù:

Ti darò un’acqua che diventa sorgente.

Un simbolo, un’immagine fresca, bella viva: la sorgente che non viene meno, che non si esaurisce, che è molto più di ciò che serve alla tua sete, è per tutti, senza calcolo, senza misura, senza prezzo da pagare.

Cos’è quest’acqua viva? è l’energia dell’amore di Dio.

Se lo accogli, diventa in te qualcosa che riempie, esonda, si sprigiona da te.

Una sorgente, dice Gesù, che zampilla per la vita, che fa maturare la vita, la rende autentica e indistruttibile, eterna.

Gesù: lo ascolti e nascono fontane, in te, per gli altri.

C’è qui un programma di vita completo e felice, diventare sorgente; un programma di vita: essere fontana per la sete di chi ti sta vicino, in famiglia, al lavoro, nel gruppo; essere sorgente per la sete del mondo.

Anch’io con la mia anfora vuota, con il mio cuore contradditorio, anch’io posso diventare sorgente viva per qualcuno, o bicchiere, o almeno goccia d’acqua fresca. Goccia di bontà, di pace, di generosità, di gioia.

Le dice Gesù: «Va’ a chiamare tuo marito». Vai a chiamare colui che ami, Gesù quando parla con le donne va diritto al centro, al pozzo del cuore.

È lo sposo in cerca della sposa che lo ha tradito.

Se non è a posto il cuore, i sentimenti, nella tua vita non funziona niente.

Solo fra le donne Gesù non ha avuto nemici, il suo è il loro stesso linguaggio, quello dei sentimenti, del desiderio, della ricerca di ragioni forti per vivere.

Vai a chiamare tuo marito. Non ho marito.

E Gesù: Hai detto bene, erano cinque, ma non istruisce processi, non cerca indizi di colpevolezza, cerca indizi d’amore.

Gesù è seduto al muretto del pozzo. Che cosa vede da quel luogo?

Alziamo lo sguardo con lui. Da lì si vede il monte Garizim, con il tempio dei samaritani; e poi altri cinque colli su cui i coloni stranieri che hanno ripopolato Samaria hanno eretto cinque templi ai loro dei.

Il popolo è andato dietro a cinque idoli, come la donna ai suoi cinque mariti. Storia e simbolo, persona e popolo, amore e fede tutto si intreccia per convergere all’essenziale. Al pozzo di Samaria Gesù è il Dio che come sposo vuole riconquistare la sposa che lo ha abbandonato.

Gesù offre acqua viva alla samaritana, le offre la sua energia d’amore, perché con lui e come lui anche lei la offra a tutti.

Non le chiede di interrompere la convivenza, di mettersi in regola, di fare penitenza prima di affidarle l'acqua viva, non pretende di decidere per lei il suo futuro.

E' il Messia di grande delicatezza, è il volto bellissimo di Dio.

Che bella questa sovrana indifferenza di Gesù per il passato sbagliato di quella donna.

Lui è il maestro di nascite, il messia che fa ripartire, che crede nel futuro delle persone.

Dice la donna: Vedo che sei un profeta, vedo che tu risvegli le sorgenti.

Dove andremo per adorare Dio? Sul monte o nel tempio?

La risposta è diritta come un raggio di luce: non su un monte, non nel tempio, ma dentro.

Sei tu il Tempio, tu il monte dove vive Dio.

La donna ne è folgorata.

La cosa più bella che un amico mi può dire è questa: sto bene con te perché tu fai venire alla luce la parte più bella di me, fai emergere la parte migliore che non riuscivo a trovare.

Questo ha fatto Gesù con quella donna, e lei ne è contagiata, corre verso la città e ferma tutti per strada.

C’è Uno che dice tutto di te!

Che bella definizione di Gesù! Lui conosce il tutto dell’uomo: e c'è in ognuno una sorgente di bene, un lago di luce, più forte del male.

Ci sono fontane di futuro che lui ridesta.

Se lo accogli, con la sua energia di bene, sentirai nascere nella vita il canto di una sorgente.

Che canta melodie senza parole e non finisce mai.





Preghiera della donna di Samaria



Sotto il sole più caldo

lo vedo

assetato

e così povero

come chi

per bere

ha solo la coppa

delle sue mani.



Ha grumi di deserto

nei capelli

e un silenzioso desiderio

che affiora negli occhi.



Uomo assetato

d’acqua e d’incontri.

Uomo

che aspetta me.



Mi dice:

ho sete.



Come me

anche tu hai sete

uomo solo.



Io ti dò acqua di pozzo

e tu mi dici:

guarda nel pozzo del tuo cuore.



Rispondo:

solo nero e buio

nient’altro contiene il mio cuore.



Ma tu mi dici:

scendi i gradini

va’ nel profondo,

senza paura del buio.



E sotto ho trovato un lago di luce.

E mi sono immersa

e sono risalita imbevuta d’azzurro.



Ho toccato con la mano il mio uomo

e anche lui ho contagiato d’azzurro.

Ho toccato con la mano mio figlio

e anche lui ho contagiato di luce.



Sorpresa dalla gioia

non ho avuto dubbi:

era Lui!

Il suo nome era Dio!



Ed era intimo a me

come può esserlo un bambino dentro la madre

o un pane dentro la  bocca.



E io che lo avevo cercato nel tempio,

io che lo avevo cercato sul monte

e Lui era lì.



Io il tempio

io il monte

dove vive Dio.



Il Dio delle donne innamorate,

il Dio del desiderio,

delle zolle riarse.

Il Dio che si trova nel cuore,

nel pozzo,

proprio dentro il mio vuoto.



(Marina Marcolini)






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1 commento:

  1. Ciao Enzo, queste riflessioni sulla Samaritana sono bellissime e molto profonde, grazie mille! E buon fine settimana! Dani

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